Per comprendere come la meditazione sia diventata parte integrante della mia vita, bisogna fare qualche passo indietro, a quando ero una bambina. Avrò avuto all’incirca sette anni, ero in salotto davanti alla porta d’ingresso (me lo ricordo come se fosse ieri) e pensai: “Ma che senso ha la vita?”. Ascoltandomi, sentii la cosa che più mi faceva sentire viva: le emozioni, e nella mia ingenua presunzione pensai: “Ah ecco! Si vive per le emozioni, scommetto che neanche mia madre lo sa!”. Quindi, appena lei varcò la porta d’entrata, non esitai a chiederle: “Che senso ha la vita?” Lei mi rispose: “Quando crescerai, lo capirai!”. Io lessi quella risposta come un: non lo so! Generando dentro di me la percezione che gli adulti forse non se lo chiedevano neanche!

Questo mi diede la sensazione di essere sola di fronte a una richiesta interiore inesplorata. Sentivo di essere alla ricerca di qualcosa di grande, o ancora meglio, esperienze preziose! Crescendo, sentivo che c’era un impellente bisogno di un cambio di paradigma e che esisteva una gioia che attinge da un luogo che sta al di là della materia.

Negli anni osservai con intensità come il valore di ogni persona passasse attraverso il fare e non l’essere. Che la felicità viene scambiata per gratificazione o piacere (fisico, mentale o emozionale). Compresi molto in fretta che i valori che sentivo vivi al mio interno non erano quelli socialmente accettati. La scuola ebbe il compito di adattarmi alla società e qualcosa dentro di me si spense. C’era una spaccatura tra me e il mondo. Io cercavo qualcosa che non sapevo nemmeno che cos’era e mi sentivo sola in questo abisso.

A circa 21 anni, la mia richiesta esistenziale sembrava volesse divorare la mia vita ed iniziai a guardare in quella che si è rivelata una buona direzione per trovare delle risposte.

Così, la mia vita divenne un viaggio di lettura, yoga e meditazione.

È opinione diffusa pensare che la meditazione ti possa alienare, e che possa diventare una scappatoia per estranearsi dal mondo. Questo può avvenire, non lo dubito, se la meditazione non è abbinata al ricordo di Sé. Un’osservazione autentica, vigile e priva da giudizio di se’ (cosa succede dentro) e della relazione tra il mondo là fuori e il proprio oceano interno. Dentro di noi c’è un mondo da scoprire, vasto e ricco, che pullula di vita.

Ogni istante è un dono e un opportunità per espandere la consapevolezza!

Meditazione e intuizione

Non siamo macchine da produzione ma esseri da vivere!

Troppo spesso ci perdiamo nel fare anche se affascinati dalla anima.

Essere è l’unica cosa vera. La chiave è dentro di te!


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