L’OSSERVAZIONE DI SE'  Coltivare il testimone interiore

L’armonia e l’evoluzione personale di un essere umano partono dall’osservazione di se stessi:

Più riuscirai ad essere presente a te stesso, più probabilità avrai di riuscire a utilizzare gli strumenti e il potenziale innato ancora da scoprire e realizzarti come essere umano.

Attraverso l’utilizzo del testimone interno la nostra coscienza comincerà ad essere uno strumento dell’anima, invece che essere sotto il dominio di corpo, mente ed emozioni. Per sviluppare l’autosservazione bisogna innanzitutto scoprire che esiste una “dimensione interiore” nella quale esiste uno spazio differente da quello della dimensione fisica. Questo può accadere solo creando spazio tra ciò che solitamente si percepisce come io ed i movimenti di superficie.

L’OSSERVATORE INTERNO E’ EQUANIME, E’ UNO SPETTATORE IMPARZIALE, NON SI SCHIERA, NON GIUDICA, NON CONFRONTA, NON REAGISCE IN BASE AL DESIDERIO/PIACERE O AL RIFIUTO/DISAGIO.

Il testimone, o osservatore interno, si allena come è possibile allenare un muscolo: facendo pratica regolare. La pratica costante crea una naturale posizione interna di distacco e controllo, che non reprime, ma che permette alla realtà di manifestarsi senza i vincoli dettati dalla personalità (l’apparenza) e della mente (le proiezioni).

(alcune frasi sono tratte dal libri: “Risvegliare la coscienza attraverso il corpo” di Aloka Marti e Juan Sala; e “Come procedere” di M.P. Pandit)

 

LO SVILUPPO DELL' OSSERVAZIONE - ATTRAVERSO LA COMUNICAZIONE

Uno dei metodi per sviluppare la capacità di osservazione di sé è: osservarsi in modo oggettivo e imparziale mentre si dialoga con le altre persone nella vita di tutti i giorni.


Comunicare non vuol dire solo parlare, c’è molto di più:

1. La COMUNICAZIONE VERBALE è quella che meglio riusciamo a controllare, dice quello che vogliamo comunicare agli altri, esprime il concetto.

2.  La COMUNICAZIONE PARAVERBALE e NON VERBALE invece esprime molto meglio il nostro mondo interiore, esprime ciò di cui noi non siamo consci ed è difficile da controllare. Molto spesso trasmette agli altri quello che vogliamo nascondere anche a noi stessi.

    Questo tipo di comunicazione si esprime attraverso:

  • I silenzi

  • L’Arrossare

  • La posizione fisica

  • Le espressioni facciali

  • Il tono, il volume, la velocità e la chiarezza della voce

  • Lo sguardo

  • I gesti

  • La posizione nello spazio (Prossemica)

  • Il contatto

  • L’espressività incongruente fra il lato sinistro e destro del corpo (espressività del viso o nella gestualità del corpo)

  • La sudorazione

  • ecc...

IL FOCUS GIORNALIERO - Osservazione equanime dei dialoghi 

Nell’arco delle tue giornate prova ripetutamente a osservarti mentre dialoghi con qualcuno. Dovrà trattarsi, però, di un’osservazione priva di giudizio, altrimenti questesercizio protratto nel tempo potrebbe diventare sgradevole e creare maggior chiusura invece che una crescente libertà interna. Ciò che dovrai osservare di te stesso è la discordanza fra ciò che dici (il Verbale) e ciò che esprimi oltre le parole (Paraverbale e Non-verbale). 

Attenzione!!! Non giudicare, non catalogare come giusto o sbagliato ciò che osservi. Si chiama OSSERVAZIONE EQUANIME e serve a portare consapevolezza, non punizioni o disagi!

 
NELLA MEDITAZIONE (circa 10/15 minuti):

1. Osserva il respiro, senza modificarlo in alcun modo, ascolta il ritmo, il suono e il movimento dell’aria che entra ed esce dal corpo.
2. Renditi conto della tua posizione e utilizza la mente come uno scanner per osservare il corpo. Qualunque tensione, senso di vuoto, dolore, qualunque cosa che richiami la nostra attenzione viene osservata in modo equanime, senza catalogarla, senza respingerla o modificarla.
3. Qualunque emozione o pensiero arriva, viene osservato senza giudizio, si impara a “stare con” le cose gradevoli o sgradevoli in modo equanime, senza trasporto.
4. E infine proviamo a percepire per qualche istante colui che osserva: chi è l’osservatore? 

 

MEDITAZIONE PER SVILUPPARE L'OSSERVATORE INTERNO