PURA ESISTENZA

 

COSA CI DA INTERIORMENTE 

LA PERCEZIONE DI ESISTERE?



Solitamente si dà per scontato che la percezione di esistenza sia sempre lì, presente, viva, naturale. E questo non è del tutto sbagliato, d'altronde se puoi leggere questa pagina, la vita scorre nelle tue vene e quindi esisti. Però c'è una differenza fondamentale fra: esistere passivamente perché tua madre ti ha partorito e la vita va avanti o essere consapevole in maniera profonda di cosa sia l'esistenza, di cosa significhi essere un essere umano. 

La consapevolezza della percezione di esistere è un piccolo passo che può aprire molte porte.  Potrebbe aumentare la qualità della vita in generale, ma non è questo il suo scopo, poiché, più si indaga lo spirito, più le cose diventano semplici e le banalità diventano una fonte inestimabile, dalla quale attingere conoscenza profonda oltre le parole.

Percepire di esistere diventa Esistenza Pura. Ma queste sono solo parole, la cosa migliore è averne l'esperienza.


AUTOIDENTIFICAZIONEssere 

Cos’è il Sé? Comunemente è ciò che ci identifica come un unità e ci differenzia dagli altri esseri. Senso di individualità. Ma allora qual è la differenza tra io, ego e sé?

L'io: Spesso quando si parla di IO si parla del direttore della personalità. Essa contiene tutto ciò che è l’espressione e il risultato di pensieri, ricordi, memorie, dolori, sentimenti, emozioni, sensazioni, desiderio, repulsione (riassumendo: mente, emozioni e sensazioni). L’io è il direttore ma sta’ dirigendo o subendo la personalità?

L'ego: Quando l’io è completamente in balia del contenuto.

Sé o ESSERCI: Il sé è la semplice sensazione di esistenza. Non si identifica in niente. Non ha reazioni. E’ un centro di pura esistenza, che è capace di agire senza reagire, di fare le cose al meglio in modo responsabile senza sentirsi responsabile nel bene e nel male. Quindi il sé non ci differenzia soltanto dagli altri ma anche dai nostri stessi contenuti. Un sinonimo di Sé potrebbe essere coscienza, centro di presenza, io transperonale. Le sensazioni fisiche cambiano, i sentimenti scompaiono, i pensieri scorrono, ma c’è qualcosa che interiormente percepisce tutto. Questo qualcosa è il sé, coscienza allo stato puro.

Nella Psicologia Psicosintetica fondata da Roberto Assagioli, il processo di identificazione con il Sé è chiamato PROCESSO DI AUTOIDENTIFICAZIONE. Dove la personalità diventa uno strumento e non un identità da proteggere rigidamente.

 


IL PROCESSO DI AUTOIDENTIFICAZIONE

1.     OSSERVARE L’IDENTIFICAZIONE. Solitamente la coscienza prende spontaneamente la forma di tutto ciò con cui viene in contatto. 

Es.: “Se criticano il mio comportamento, mi sento sbagliato, non riesco a riconoscere che io non sono   il mio comportamento.” Oppure: “se mi fanno arrabbiare, mi sento arrabbiato, non riconosco il fatto che al mio interno c’è della rabbia, ma invece mi sento completamente identificato con l’emozione.”

L’identificazione crea un reazione e non un azione.

2.     DISIDENTIFICAZIONE. Con un po’ di pratica è possibile osservare il contenuto senza esserne travolto.

3.     AUTOIDENTIFICAZIONE. Identificarsi con il sé, privo di contenuto.

(L’immagine utilizzata, alcune frasi e concetti sono tratti dal libro: Crescere di Piero Ferrucci, casa editrice Astrolabio).

INTRODUZIONE COMUNE A TUTTE LE MEDITAZIONI:

Mettiti in posizione comoda, ascolta il respiro (non forzare la respirazione, lasciala essere semplicemente così com’è) fin quando non percepisci che qualcosa dentro si rilassa, poi scannerizza il corpo con la tua mente, senza modificare quello che osservi e…


NELLA MEDITAZIONE:  (circa 10/15 minuti)

1.  Senza correggere o modificare la tua consapevolezza attuale, nota che esisti, cerca cos’è che interiormente ti dà la sensazione di esistenza, non cercare nulla di complesso. Forse quello che cerchi è difficile da trovare perché è una sensazione che solitamente si dà per scontata, che ci è cosi vicina da essere invisibile alla nostra mente.

2.  Ora che hai "assaggiato" la percezione di esistenza, collegala a delle sensazioni fisiche ben chiare: come ti senti? Osserva le percezioni fisiche: com’è il tuo respiro, ti senti leggero o pesante, ti senti contratto o rilassato?

3.  Cerca di rimanere il più possibile in contatto con questa percezione, senza forzare; e se arrivano dei pensieri, delle emozioni o delle immagini, lasciale passare e ritorna alla percezione di PURA ESISTENZA.

PASSAGGIO FACOLTATIVO
Adesso chiedi al tuo inconscio di darti un simbolo che possa aiutarti nel mantenere la consapevolezza di esistenza durante le tue giornate (fai una richiesta chiara); dopo aver fatto la tua richiesta interiormente, lascia lo spazio interno necessario perché si manifesti il più spontaneamente possibile un simbolo, un'immagine o una parola.


PUNTI FONDAMENTALI

  • Trovare dei punti di riferimento chiari alla percezione di esistenza.
  • Come si manifesta: sensazioni, posizione fisica, emozioni, stati d’animo, ricordi sensoriali.
  • Che relazione ha questa sensazione con lo stato temporale, il tempo sembra passare più in fretta o più lentamente del solito?


Attenzione – FOCUS GIORNALIERO
Ora hai dei punti di riferimento che ti permettono di richiamare la sensazione di esistenza, richiamala il più spesso possibile.
Per aiutarti puoi:

  • richiamare le sensazioni fisiche connesse alla sensazione di pura esistenza;
  • appendere foto nel luogo in cui vivi o lavori, fare disegni o cambiare il desktop del tuo cellulare con il simbolo che il tuo inconscio gentilmente ti ha fornito;
  • ascoltare il respiro, di tanto in tanto, può aiutarti a connetterti alla sensazione di pura esistenza (ascoltarlo non significa guidarlo);
  • osservare se in una settimana non sei riuscito a richiamare la sensazione di Pura Esistenza nemmeno una volta: questo non è un fallimento, è una presa di coscienza, che è molto utile, può essere una sveglia, un punto di partenza.
Bene, buon lavoro ci rivediamo alla prossima meditazione!